I Segreti della Creazione di Giochi di Ruolo con Matteo Cortini

Cortini

Dalle origini negli anni ’80 alle sfide del mercato moderno: tutto quello che avreste voluto sapere sulla creazione di GdR ma non avete mai osato chiedere


Quando la Passione Diventa Professione

“Se sapessi la formula per scrivere bene un GdR, avrei scritto Dungeons & Dragons, Vampiri, Call of Cthulhu”, esordisce con un sorriso Matteo Cortini, uno dei pochi autori italiani di giochi di ruolo ad essere stabilmente presente sul mercato. La sua è una storia che inizia nel 1987, quando il gioco di ruolo in Italia era ancora agli albori e lui, insieme ai suoi amici, sceglieva i dadi al posto delle tentazioni ben più pericolose di quegli anni.

Cortini è l’autore di titoli come Sine Requie, L’Ultima Torcia e Alba di Cthulhu, giochi che hanno saputo ritagliarsi uno spazio nel panorama ludico nazionale. Ma come si diventa creatori di mondi fantastici? E soprattutto, come si sopravvive in un mercato sempre più affollato?

L’Evoluzione di un Creatore: Dalla Modifica alla Creazione

“Iniziamo tutti come giocatori”, racconta Cortini. “Poi diventa naturale modificare i giochi a cui giochi. La scatola rossa di D&D faceva talmente cagare che se non la modificavi, non giocavi davvero.”

logo serpentarium

Il percorso è quello classico di molti autori: da giocatori a modificatori, da modificatori a creatori di hack casalinghi, fino al grande salto verso la pubblicazione professionale. Sine Requie, il suo primo grande successo, nacque proprio da questo processo: cinque anni di sviluppo prima di trovare un editore disposto a scommettere sul progetto.

L’Indipendenza Creativa

Oggi Cortini e il suo team sono autoprodotti, una scelta che garantisce libertà creativa ma comporta anche rischi economici non indifferenti. “Siamo liberi di investire dove vogliamo e di perdere i soldi dove vogliamo”, scherza, “perché ovviamente non è un business milionario.”

Il Mercato dei GdR: Un Tiro di Dado

Le parole di Cortini sul mercato attuale sono illuminanti quanto preoccupanti. Quest’anno potrebbero uscire circa 250 nuovi giochi di ruolo, un numero che testimonia la vitalità del settore ma anche la sua saturazione.

“Il problema è che ci sono tantissimi prodotti che durano 6 mesi e dopo sono morti e sepolti”, spiega l’autore. “A volte vedo delle ditte grandi mettere in sconto giochi di cui non sapevo neanche fossero usciti.”

La Formula del Successo (Che Non Esiste)

Secondo Cortini, il successo di un GdR dipende da un mix di fortuna e qualità del prodotto:

  • La fortuna serve per essere notati in mezzo alla massa di prodotti
  • La qualità è necessaria per non diventare un meme di breve durata

“Il gioco deve avere la fortuna di essere notato, e quella è fortuna pura. Ma se vieni notato e il prodotto non funziona, diventi un meme.”

L’Innovazione delle Meccaniche: Dalle Carte ai Dadi

Una delle caratteristiche distintive dei giochi di Cortini è l’uso innovativo delle carte al posto dei dadi tradizionali. Questa scelta, iniziata con i tarocchi di Sine Requie, non è solo estetica ma funzionale.

Perché le Carte Funzionano Meglio

“La principale differenza è che le carte non ruzzolano giù dal tavolo”, scherza Cortini, ma poi diventa serio nello spiegare i vantaggi:

  1. Statistiche diverse: semi e figure permettono variazioni impossibili con i dadi
  2. Uscita dalla probabilità: le carte creano un “karma interno” del personaggio
  3. Maggiore immersione: in un’ambientazione horror ed esoterica, i tarocchi sono più evocativi dei dadi

“Quando giochi con le carte, se hai avuto molti successi avrai degli insuccessi, se hai avuto molti insuccessi avrai dei successi. Per gente come me, sfigata alla morte, è perfetto!”

tarocchi sine requie

Il Processo Creativo: Dall’Ispirazione alla Realizzazione

Cortini lavora “24 ore su 24, 7 giorni su 7” nel senso che tutto può diventare ispirazione per un gioco. “Vedo Die Hard e penso a come quelle scene potrebbero essere rese in meccanica”, confessa.

Le Tre Origini di un Gioco

Secondo la sua esperienza, un gioco può nascere da:

  1. Una meccanica innovativa (come L’Ultima Torcia, nato “per sottrazione”)
  2. Un’ambientazione affascinante (come Alba di Cthulhu)
  3. L’esigenza di giocare qualcosa che non esiste sul mercato

L’Importanza dei Playtest

“I playtest servono per le cose negative, non per sentirsi dire che è bello”, chiarisce Cortini. Il suo team ha un approccio particolare: “Io e Leonardo siamo cordialmente nemici, ci odiamo. Se lui fa una regola, io devo tentare di dimostrargli che ha fatto una regola di merda, e viceversa.”

Questo approccio conflittuale, apparentemente distruttivo, è in realtà fondamentale: “Se funziona per tutti e due, vuol dire che dovrebbe funzionare.”

Le Sfide della Scrittura Professionale

Come ogni scrittore professionista, anche Cortini deve fare i conti con la routine della scrittura, non sempre ispirata. Citando Stephen King: “Lui scrive 10.000 battute al giorno, che abbia voglia o no. Ovviamente Stephen King è miliardario, facendolo lo farei anch’io!”

Progetti Abbandonati e Lezioni Apprese

Non tutto quello che viene scritto vede la luce. Cortini racconta di avere “giochi di ruolo di 200-250 pagine scritti mai pubblicati” perché arrivati alla fine qualcosa non funzionava. Anche progetti molto avanzati possono essere fermati: “Ho un libro game scritto a metà che probabilmente non uscirà mai. A volte succede.”

Il Futuro dei GdR e Nuovi Progetti

Nonostante le difficoltà del mercato, Cortini e il suo team continuano a produrre. Tra i progetti in cantiere:

  • Un nuovo manuale di Sine Requie (ancora top secret)
  • La riedizione de L’Ultima Torcia
  • Un’espansione di Tenebre
  • Un nuovo gioco detective ambientato nella Londra vittoriana
  • L’espansione de L’Ultima Rotta (la versione fantascientifica dell’Ultima Torcia)
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Riflessioni Finali: Il Gioco di Ruolo Come Arte

L’intervista con Matteo Cortini offre uno sguardo raro e onesto nel mondo della creazione di giochi di ruolo. Emerge un settore fatto di passione genuina, dove il successo commerciale non è mai garantito ma la soddisfazione creativa può ripagare anni di lavoro.

“Noi produciamo giochi”, conclude Cortini. “Se poi qualcuno riesce a utilizzarli per qualcosa di ancora più utile del divertimento, siamo felici.

In un’epoca di iperconnessione digitale, i giochi di ruolo cartacei continuano a prosperare, offrendo qualcosa che nessuna tecnologia può replicare: l’immaginazione condivisa e la creatività collettiva. E finché ci saranno persone come Matteo Cortini disposte a “investire tempo e denaro” pur di creare mondi fantastici, questo medium continuerà a evolversi e sorprendere.


Per rimanere aggiornati sui progetti di Matteo Cortini e del suo team, seguite le loro pubblicazioni e partecipate alle fiere del settore, dove spesso presentano le loro novità in anteprima.

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