Esperto di baro, sul Mondo dei Giochi da tavolo e di Ruolo
C’è un mondo che raramente si incrocia con quello dei giochi di ruolo e da tavolo: quello del gioco d’azzardo, del bluff e delle tecniche di baro. Per esplorarlo, abbiamo ospitato su Cena col Drago Gianfranco Preverino, prestigiatore ed esperto in sistemi di baro, autore di diversi libri sull’argomento. Il risultato è stata una chiacchierata sorprendente, che ha toccato temi di psicologia, etica del gioco ed educazione dei più giovani.
Gioco d’Azzardo e Gioco da Tavolo: Due Mondi Diversi?
La conversazione parte da una domanda apparentemente semplice: gioco d’azzardo e gioco da tavolo, pur condividendo strumenti come dadi e carte, sono davvero due mondi separati?
Secondo Preverino, la risposta non è così netta. In teoria, qualsiasi gioco può trasformarsi in una forma di azzardo se la posta in palio diventa abbastanza alta — persino gli scacchi. Il confine, spiega, dipende da come lo si definisce: c’è chi considera azzardo qualunque gioco con forti somme in palio, e chi invece riserva questa definizione solo ai giochi di pura sorte, come la roulette, dove l’abilità non conta nulla.
Il poker occupa una posizione particolare in questa zona grigia: richiede sicuramente abilità, ma anche una buona dose di fortuna nella distribuzione delle carte. Eppure, resta classificato come gioco d’azzardo, a dimostrazione di quanto l’interpretazione conti più della definizione tecnica.

Per quanto riguarda i giochi di ruolo, invece, il discorso cambia completamente: non essendo giochi con un vincitore o un perdente, ma esperienze di narrazione condivisa, si allontanano naturalmente dalla logica dell’azzardo.
Le Tecniche di Bluff: dal Poker ai Giochi di Ruolo
Uno dei momenti più interessanti dell’intervista riguarda l’applicabilità delle tecniche di bluff del poker ai giochi da tavolo e di ruolo con componenti di inganno, come Lupus in Tabula o Avalon.
Preverino cita un classico della letteratura pokeristica — un testo che insegna a leggere il linguaggio del corpo degli avversari per capire se stanno bluffando o meno. Queste tecniche, spiega, funzionano meglio quando il gioco si svolge dal vivo, attorno a un tavolo, perché permettono di conoscere nel tempo i tic e le abitudini degli altri giocatori.
C’è però una differenza fondamentale che cambia tutto: l’intensità emotiva. Quando ci sono soldi veri in ballo, la tensione del bluff assume un valore completamente diverso rispetto a un gioco puramente ricreativo, dove nessuno rischia lo stipendio.
Il Master: l’Unico Giocatore a cui è Concesso Barare
Uno dei passaggi più curiosi della chiacchierata riguarda una particolarità dei giochi di ruolo: il manuale stesso, in molti casi, autorizza il Master a barare — ad esempio nascondendo i tiri di dado dietro uno schermo protettivo per il bene della narrazione.
Preverino sottolinea come questo sia paradossalmente uno dei pochi contesti in cui l’inganno è non solo tollerato, ma addirittura più semplice da attuare rispetto a un vero baro professionista, che deve invece studiare tecniche complesse con dadi truccati e destrezza manuale.

Cosa Significa Davvero “Barare”?
Preverino offre poi una definizione precisa: bara chi altera volontariamente e a proprio vantaggio l’andamento di un gioco. Nel mondo del gioco d’azzardo esistono centinaia di tecniche diverse, dalla manipolazione fisica delle carte alla comunicazione in codice tra complici — come la collusione nel poker, dove due o tre giocatori si scambiano segnali per far vincere sempre la mano migliore tra loro.
Particolarmente interessante è la distinzione etica che Preverino traccia tra baro e truffatore: il baro non inganna sul proprio ruolo — chi si siede al tavolo sa che è lì per vincere soldi — mentre il truffatore finge un’amicizia o un vantaggio reciproco che non esiste realmente. Una differenza sottile ma significativa, che tocca corde più profonde della semplice violazione delle regole.
La Frustrazione della Sconfitta: un Tema Educativo
Il discorso si sposta poi su un terreno più educativo: perché, soprattutto tra i più giovani, si tende a barare? Secondo Preverino, la risposta sta nella frustrazione legata all’accettazione della sconfitta.
È un tema che va oltre il gioco: imparare ad accettare un “no” — che sia la sconfitta in una partita di carte o un rifiuto nella vita reale — è una competenza fondamentale. Chi non impara ad accettare la sconfitta, sottolinea Preverino, rischia di non provarci mai, per paura del fallimento. In questo senso, il gioco diventa una vera palestra di vita, un concetto che richiama direttamente Homo Ludens di Johan Huizinga, testo fondamentale per chiunque ami il mondo ludico.
Carte Collezionabili e Collezionismo Ossessivo
Un altro tema affrontato riguarda le carte collezionabili come Magic, Pokémon e Yu-Gi-Oh: quanto il meccanismo delle bustine “a sorpresa” si avvicina al gioco d’azzardo?

Secondo Preverino, la questione non riguarda tecnicamente l’azzardo, quanto piuttosto il collezionismo ossessivo — un fenomeno che esiste da sempre, dalle figurine dei calciatori alle carte collezionabili moderne. Il problema, sottolinea, non è nell’oggetto in sé ma nella misura: qualsiasi acquisto ripetuto senza controllo può diventare un problema, ma questo non lo rende automaticamente paragonabile all’azzardo, a meno che non ci sia una vera e propria truffa, come la vendita di carte false.
Ludopatia: il Vero Rischio è nel Digitale
Verso la fine dell’intervista emerge forse il tema più importante: la ludopatia. Preverino, che ha condotto diversi incontri di sensibilizzazione su questo tema, sottolinea come il rischio maggiore non risieda tanto nel gioco in sé, quanto nell’isolamento che alcune forme di gioco — soprattutto quello online — possono generare.
Giocare dal vivo, spiega, comporta necessariamente uscire di casa, incontrare persone, mantenere relazioni sociali. Il gioco online, invece, toglie questa componente relazionale, aumentando il rischio di dipendenza e isolamento. Non è il gioco in sé a essere pericoloso, ma la perdita della giusta misura e il conseguente allontanamento dagli altri aspetti della vita.
Il Gioco come Cultura e Socialità
L’intervista si chiude su una nota più calda e personale, con un ricordo condiviso legato ai tavoli di famiglia, alle partite a carte tramandate di generazione in generazione, e al ruolo sociale che il gioco ha sempre avuto — specialmente per gli anziani, per cui i centri ricreativi e le partite in compagnia rappresentano un importante argine alla solitudine.
Conclusione
Questa chiacchierata con Gianfranco Preverino dimostra quanto il mondo del gioco, in tutte le sue forme, nasconda dinamiche psicologiche, etiche e sociali molto più profonde di quanto si possa immaginare. Che si tratti di un Master dietro il suo schermo, di un giocatore di poker che legge i segnali dell’avversario, o di un bambino che non accetta la sconfitta a scopa, il filo conduttore resta lo stesso: il gioco, se vissuto nella giusta misura, resta uno dei modi più autentici per stare insieme e imparare qualcosa sulla vita.
Sito https://gianfrancopreverino.it/
Vuoi Scommettere: https://www.assokappa.it/vuoi-scommettere-di-gianfranco-preverino-libro.html
Instagram: https://www.instagram.com/gianfranco.preverino/
Youtube: https://www.youtube.com/user/MagicCheat/videos
Un ringraziamento speciale a Gianfranco Preverino per questa preziosa chiacchierata. Se l’argomento vi ha incuriosito, vi consigliamo di recuperare le sue pubblicazioni sul mondo del prestigio e delle tecniche di baro.


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